25 APRILE 2015 Settantesimo anniversario della Liberazione - I Salentini trucidati alle Fosse Ardeatine

24/04/2015

Archivio di Stato di Lecce

I SALENTINI  TRUCIDATI ALLE FOSSE ARDEATINE. MARTIRI DELLA LIBERTA' 

Una delle pagine più belle e più dolorose della Resistenza italiana al nazismo è stata scritta il 24 marzo 1944 , data dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, perpetrato come rappresaglia dell'attentato compiuto a Roma dai GAP il giorno prima. Le vittime furono 335, dieci per ciascun tedesco ucciso in via Rasella, ai quali ne furono aggiunti altri 5, eccedenti la rigorosa applicazione del rapporto di uno a dieci. Quando si passa dal dato indistinto all'analisi delle loro vicende personali emerge il volto composito dell'opposizione al nazifascismo, costituita da partigiani, da militanti nel Fronte militare clandestino che non avevano aderito alla Repubblica Sociale e che parteciparono alla difesa di Roma dall'occupante straniero, da socialisti, azionisti, comunisti, monarchici, liberali: un quadro che restituisce l'insieme della società nazionale anche  per estrazione sociale e professionale oltre che per credo religioso e per orientamento politico. Da anni il mondo della ricerca storica, istituzionale e non, opera per recuperare l'identità territoriale della Resistenza, offrendo materiali di ricerca e spunti per  una riflessione storicamente attrezzata sul fenomeno ed un approccio non puramente celebrativo alle date fondanti della Repubblica italiana, quali quella della Liberazione, determinante per l'affermazione della democrazia in Italia e in Europa. Il sangue pugliese versato nelle cave "di rossa pozzolana" fu quello di 18 giovani vite, sei delle quali salentine.  In occasione del settantesimo anniversario della Liberazione l'Archivio di Stato di Lecce offre alcune testimonianze documentarie relative a questi martiri per la libertà, tratte dai Fondi "Distretto militare di Lecce", comprende anche il "Distretto militare di Taranto" e  "Stato civile" della provincia di Lecce.fogli militari

Antonio Ayroldi, nato ad Ostuni il 10 settembre 1906. Nell'Esercito rivestì il grado di maggiore, distinguendosi in operazioni belliche in Africa Orientale. Dopo l'8 settembre entrò a far parte del Fronte militare clandestino guidato dal colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo. Arrestato dai tedeschi il 2 marzo del '44, fu rinchiuso con altri partigiani nel carcere di via Tasso.     

Ugo Baglivo, nato ad Alessano il  24 novembre 1910, assistente universitario presso la cattedra di diritto penale dell'Università capitolina. Antifascista, condannato al confino a Gioiosa Jonica nel 1938 per "attività antinazionale", aderì al Partito d'Azione. Dopo l'8 settembre 1943 organizzò formazioni volontarie per la difesa della capitale. Fu arrestato il 13 marzo e rinchiuso a Regina Coeli.

Ferruccio Caputo, nato a Melissano il 16 ottobre 1922.  Partigiano. Arruolato nell'esercito, combatté   nell'arma del Genio tra i telescriventisti. Sbandato dopo l'8 settembre, fece parte della resistenza capitolina. Ospite  a Roma di una famiglia di conterranei, dopo l'attentato di via Rasella fu arrestato e recluso nelle carceri del Viminale.

Emanuele Caracciolo, nato a Tripoli il 22 agosto 1912 da genitori di Gallipoli. Aderente al movimento futurista di sinistra e brillante intellettuale, era aiuto regista e svolse attività antifascista a Cinecittà. Fu arrestato nel febbraio del '44.

Federico Carola, nato a Lecce l'11 ottobre 1912. Figlio di un tenente dell'Esercito, all'epoca in servizio presso il Distretto militare di Lecce, durante il secondo conflitto mondiale fu capitano d'aviazione. Dopo la proclamazione dell'armistizio, aderì assieme al fratello Mario, nato a Gaeta nel 1917, al Fronte militare clandestino dei cosiddetti Patrioti monarchici o "Badogliani", comandato dal colonnello di Stato maggiore Cordero di Montezemolo. Arrestati nel gennaio del 1944, furono rinchiusi e torturati nel carcere di via Tasso e  successivamente trasferiti in quello di Regina Coeli.

Antonio Pisino detto "Uccio", nato a Maglie il 26 maggio 1917, sottotenente di marina e studente universitario presso la Facoltà di Economia alla Sapienza. Dopo l'occupazione nazista della capitale fece parte dei nuclei partigiani legati al partito comunista e fu compagno di Aladino Govoni, figlio del poeta Corrado, che a quei martiri dedicò tanti struggenti componimenti. Arrestato nel '43, fu condannato a tre anni di reclusione. Torturato nella prigione di via Tasso, fu poi trasferito a Regina Coeli e da qui trasferito alle Fosse Ardeatine. Roma ha reso omaggio alla sua memoria con una lapide posta in via S. Angelo delle Fratte, nei pressi della sua abitazione, con l'intitolazione di un giardino nel quartiere della Garbatella sulla via Ostiense ed il conferimento della laurea "ad honorem".       

foglio Baglivofoglio Ayroldi

 

foglio Caracciolofoglio Caputo 

foglio Pisinofoglio Carola

Archivio di Stato di Lecce

Direttore: Dr.ssa Daniela Ragusa
Via Sozy Carafa 15
73100 Lecce
Tel: 0832/246788 - Tel: 0832/242437 - Fax:0832/242166


sito web: archiviodistatolecce.beniculturali.it
E-Mail: as-le@beniculturali.it
p.e.c.: mbac-as-le@mailcert.beniculturali.it

Contatti - Crediti - Note Legali


Copyright 2011-2014 MiBACT - AS - Lecce

pagina creata il 04/11/2010, ultima modifica 08/03/2016